TAROT DE MARSEILLE
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Le Tarot de Marseille reconstruit par Alexandre Jodorowsky et Philippe Camoin
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L'Unione Sarda

Articolo de L'Unione Sarda del 04 gennaio 2004.

Jodorowsky: "la mia vita"

"La galera della nostra gabbia razionale stabilisce gerarchie, la libertà spirituale stabilisce invece fratellanze", afferma Alejandro Jodorowsky, reso celebre negli anni '70 da film come Fando e Lis, El topo, La montagna sacra, oggi scrittore, poeta, drammaturgo e, soprattutto, sciamano, di cui arriva a fine mese in libreria un'autobiografia intellettuale, La danza della realtà, edita da Feltrinelli nella traduzione di Michela Finassi Parolo. Jodorowsky, che ha da poco compiuto 70 anni, è contro ogni gerarchia di arti e saperi: "L'universo è un meraviglioso caos privo di gerarchie, dove il micro e il macro hanno uguale importanza. Nell'inconscio tutti i valori si dissolvono nello stesso sogno".

Nato in Cile nel 1932, è oggi più attivo che mai e spesso è in Italia, paese che ama. Ha pubblicato di recente il romanzo Il figlio del giovedì nero (Giunti-City Lights) e annunciato, oltre ai testi per un fumetto sulla sagra dei Borgia per Milo Manara, un nuovo film, una sorta si spaghetti-gangster metafisico intitolato King shot, con Nick Nolte e Santiago Segura, le cui riprese cominceranno a marzo. Figlio di genitori ebrei russi, ha girato il mondo sin da piccolo, ha lavorato nei circhi e fatto l'artista di strada, prima di arrivare a Parigi nei primi anni '60, dove scopre il surrealismo e frequenta Arrabal, Topor e, con Savary e Marceau, fonda il movimento Panic. Tornato in sudamerica inizierà la sua attività di regista dando vita a incubi e visoni surreali, discese nel male e ascese alla purezza.

Se gli si chiede cosa creda resti oggi del surrealismo, risponde che "Tutti gli ismi, come tutte le persone, vanno a finire nel cimitero della memoria. Del surrealismo solo rimane uno splendido cadavere di sapore squisito". Oggi, l'autore de La montagna sacra, metafora politica quanto mistica, racconto di magie, miracoli e apparizioni in una sorta di scalata aspra verso la gioia e la serenità, ha teorizzato la Psicomagia, che fonde il mondo magico delle credenze popolari e la psicoanalisi. Con sè ormai ha sempre quei tarocchi con cui ha letto anche i Vangeli, come risulta dal libro I vangeli per guarire, Mondadori. Il racconto che fa della sua vita nel nuovo libro, pieno anche di avvenimenti, mette comunque in luce il suo costante tentativo di dilatare le proprie capacità mentali e di comprendere la realtà, attraverso una serie di rigidi e crudeli esercizi zen o le esperienze con l'Lsd, tramite lo studio della psicoanalisi o l'incontro con personaggi che vivono il mondo reale in modo magico, come gli sciamani mapuche e i guaritori come Pachita.

A chi gli domanda quale ruolo abbia nella sua esistenza la psicomagia, chiede: "È possibile immaginare un albero di mele senza le sue mele?", aggiungendo: "Tutto il realizzato e il non realizzato formano l'insieme indissolubile della mia vita". Esistono sogni e incubi collettivi? "Sì, ma appunto non esistono solamente incubi, ma anche meravigliosi esseri che ingenuamente chiamiamo angeli e, in realtà, l'intera umanità è un angelo collettivo". E perchè continui ad esserlo bisogna trattare i giovani, i figli "come si trattasse di belle piante: capire in che direzione vogliano crescere seguendo la propria naturalezza essenziale e dargli i mezzi perché arrivino a essere sè stessi. Come genitori, cancellare dalla nostra mente i progetti che abbiamo in serbo per loro e accettare la loro meta, anche se diversa da quella che abbiamo immaginato".

Della nostra società attuale Jodorowsky pensa che "Ora, più che mai, sia necessario iniziare una metamorfosi mentale. Tutti dobbiamo lottare perchè la nostra società cessi di funzionare a base di petrolio e ego. Dobbiamo trovare una energia primordiale non avvelenante e, lasciando da parte i riti antichi, risvegliare il Dio interiore". (di Paolo Petroni)